Dalla salute all’energia, dalla privacy online alla sicurezza internazionale, la scienza e la tecnologia sono parte integrante di ogni decisione politica nelle società contemporanee. È importante quindi che anche il Parlamento italiano, come già avviene in molte altre democrazie avanzate, si doti di una struttura che garantisca un servizio efficiente di documentazione e consulenza scientifica al servizio dell’attività legislativa.

 

Se ci guardiamo intorno, molti paesi europei e non hanno da tempo strutture di questo tipo. Le troviamo ad esempio in Francia, Germania, Olanda, Austria, Norvegia, Svizzera, Danimarca. Tra questi uffici, uno dei più noti è il Parliamentary Office of Science & Technology (POST) del Parlamento Britannico, attivo dal 1989. Anche il Parlamento europeo può contare su una simile struttura (STOA).

Spagna, Messico e Cile hanno recentemente promosso iniziative volte alla costituzione di strutture di questo tipo, e gli Stati Uniti stanno riavviando una funzione di consulenza scientifica al Congresso dopo anni di inattività. Perché quindi non istituirla anche in Italia?

 

Vi sono infatti molti casi che suggeriscono il bisogno di istituire un ufficio parlamentare di consulenza scientifica in Italia. Si pensi a leggi su temi di primaria importanza come le politiche energetiche e ambientali, le infrastrutture e le telecomunicazioni, le politiche sanitarie e gli inevitabili risvolti bioetici. Pensiamo anche al problematico dibattito sulle vaccinazioni, le deliberazioni restrittive prese in Italia in merito alla sperimentazione animale e la lunga sequela di “cure del miracolo”, dal caso Di Bella alla “cura Vannoni”, che hanno coinvolto anche le nostre istituzioni e parti politiche in uno scontro in cui la scienza è stata messa da parte ai danni del cittadino.

 

Questi uffici possono avere sia un ruolo reattivo, fornendo consulenza scientifica su questioni particolari sotto richiesta dei rispettivi parlamenti, sia proattivo, nel senso che si occupano anche di approfondire e proporre temi a contenuto scientifico e tecnologico su cui gli organi parlamentari sono chiamati a esprimersi: il clima, le scelte energetiche, le implicazioni dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, dei big data e del l’ingegneria genetica, l’esplorazione dello spazio hanno bisogno di più scienza e competenze.

 

Nel contesto del dibattito democratico, la disponibilità di informazioni scientifiche attendibili, coerenti e sistematiche è fondamentale come base per la presa di decisioni equilibrate ed efficaci. Proprio per questa ragione, in molte democrazie nel mondo consulenti scientifici esperti interni o esterni ai Parlamenti preparano note informative o rapporti di studio, in modo da offrire ai rappresentanti dei cittadini un chiaro panorama sullo stato del dibattito e degli attuali confini della conoscenza scientifica per ogni possibile oggetto di deliberazione, promuovendo quindi un dialogo virtuoso fra politica e ricerca scientifica.

Dal nostro punto di vista di persone attive nella scienza, nell’informazione e attente alla politica ci appelliamo quindi a tutte le forze politiche e sociali perché anche il Parlamento italiano si doti di una struttura di consulenza e documentazione scientifica indipendente al servizio della democrazia, per permettere decisioni solide e informate per il futuro del nostro Paese.

 

I Coordinatori dell’iniziativa “Scienza in Parlamento”

Ruggero G. Bettinardi, Alessandro Allegra, Casimiro Vizzini, Chiara Sabelli, Luca Carra, Marco Cattaneo, Pietro Greco

 

Tra i Firmatari

  • Roberto Cingolani, Direttore Istituto Italiano di Tecnologia, Genova
  • Carlo Rovelli, Università di Aix-Marsiglia
  • Silvio Garattini, Presidente Istituto Mario Negri
  • Giuseppe Remuzzi, Direttore Istituto Mario Negri
  • Marica Branchesi, Gran Sasso Science Institute
  • Carlo Alberto Redi, Università di Pavia, Accademia dei Lincei
  • Telmo Pievani, Università degli Studi di Padova
  • Nicola Bellomo, Politecnico di Torino, presidente Gruppo 2003 per la ricerca
  • Paolo Vineis, Imperial College, Londra, Consiglio Superiore di Sanità
  • Giovanni Boniolo, Università degli Studi di Ferrara
  • Maria Luisa Villa, già Università degli Studi di Milano, Accademia della Crusca
  • Maria Pia Abbracchio, Prorettore vicario Università degli Studi di Milano
  • Patrizia Caraveo, INAF, Milano
  • Lucia Votano, Laboratori Nazionali di Frascati, INFN
  • Roberto Burioni, Guido Silvestri e Andrea Grignolio a nome del “Patto Trasversale per la Scienza”
  • Antonio Guarino, University College London
  • Paolo Veronesi, Fondazione Umberto Veronesi
  • Massimo Inguscio, Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca
  • Daniela Perani, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
  • Francesco Forastiere, World health organization, Ginevra
  • Giovanni Apolone, Istituto nazionale dei Tumori, Milano
  • Riccardo Pietrabissa, Rettore eletto IUSS di Pavia
  • Andrea Ballabio, direttore Istituto Telethon di Genetica e Medicina
  • Roberto Battiston,  Università degli Studi di Trento
  • Giorgio Vallortigara, Università degli studi di Trento
  • Nicla Vassallo, università degli Studi di Genova
  • Luigi Nicolais, Università degli studi di Napoli
  • Fabrizio Bianchi, Istituto di Fisiologia clinica, CNR, Pisa
  • Stefano Nespor, direttore della rivista Giuridica dell’Ambiente
  • Carlo La Vecchia, Università degli studi di Milano – Gruppo 2003
  • Cesare Chiosi, Univerisità degli studi di Padova, Gruppo 2003
  • Sandro Fuzzi, Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima, CNR, Bologna
  • Pier Mannucci Mannucci, Università degli studi di Milano, Gruppo 2003
  • Alessandro Reali, Università degli Studi di Pavia – Gruppo 2003
  • Marco Ferraguti, Università degli Studi di Milano
  • Giulio Cossu, Università di Manchester, UK
  • Giacinto Scoles, Princeton US e Istituto di Nanotecnologia del CNR

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